Quali costi si sostengono in una compravendita azionaria?
Il prezzo di acquisto dell'azione non è l'unico costo cui fare attenzione, e ne esistono molti altri che sono più o meno trasparenti.
Per prima cosa, la commissione sull'acquisto. Il gestore del vostro deposito titoli applica probabilmente una percentuale sullo stesso, con costi minimi e massimi che possono arrivare anche fino a 50€ ad operazione (da raddoppiare quindi in caso di compravendita).
In seconda battuta, molto più nascosto, è il prezzo pagato indirettamente a seconda della liquidità del titolo, dato dalla differenza tra denaro e lettera, ossia prezzo di vendita e acquisto. Se ci fate caso, azioni di aziende più mature hanno differenze di pochi centesimi a scambio, ma in quelle più piccole e meno scambiate la forchetta si fa sempre più ampia, comportando perdite che potrebbero verosimilmente arrivare a rappresentare fino al 5% del valore.
Oltre a questo, sono sempre da considerare le imposte, e quindi
- bollo sul deposito titoli (0,20% delle giacenze totali)
- tobin tax per acquisto titoli a capitalizzazione superiore a 500M€ (0,10%)
- eventuale plusvalenza (26%, soggetta a compensazione con minusvalenze)
- eventuali dividendi (26%)
Operare in borsa con poco capitale (es. 500€) risulta quindi generalmente poco indicato in quanto i costi associati alle operazioni andrebbero a impattare molto negativamente sul ritorno sull'investimento, e si avrebbero soddisfazioni solo in caso di ampi, prolungati rialzi.