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AZIONI

Le azioni sono un tipo di titolo che indica la proprietà in una società, e rappresenta una rivendicazione su parte dei beni e dei guadagni della stessa. 

Chi possiede un'azione ha anche diritti di voto e può decidere le sorti della società in assemblea, anche se normalmente questa facoltà è esercitata solamente da chi ne possiede grandi quantitativi, e non ai comuni investitori con un portafoglio di poche migliaia di euro.

Le azioni delle varie società sono acquistabili in diversi mercati, raggiungibili generalmente tramite la propria banca  o siti specializzati.

Chi possiede un'azione può arricchirsi sia per la rivalutazione del prezzo della società, che grazie all'emissione di dividendi, ossia quote di profitti annuali rilasciate ai possessori. Ovviamente, la rivalutazione del capitale non è scontata, e l'investitore può anche andare incontro a perdite, anche totali in caso di fallimento dell'azienda.

Il momento in cui le aziende decidono di quotarsi per la prima volta in borsa o di emettere nuove azioni si chiama IPO (Initial Public Offering).

FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO

I Fondi comuni di investimento sono veicoli che raccolgono denaro da più investitori, funzionando un po' come un gruppo d'acquisto. I fondi consentendo a ciascun partecipante non solo una maggiore differenziazione a costi ridotti, ma anche la possibilità di accedere a strumenti riservati a investitori istituzionali (che solitamente hanno condizioni remunerative privilegiate), senza per forza dover possedere ingenti capitali.

I fondi di investimento possono avere diverse composizioni a seconda degli strumenti che li compongono (azionari, obbligazionari, bilanciati...), e si distinguono prevalentemente in due categorie: i fondi passivi sono quelli che replicano esattamente un indice di riferimento senza l'apporto di "creatività" da parte del gestore, mentre i fondi attivi sono amministrati in maniera più flessibile e possono permettere guadagni rispetto ad un benchmark indicato come soglia di riferimento, anche se hanno ovviamente delle commissioni di manutenzione maggiori rispetto ai fondi passivi, poiché deve essere remunerata anche l'attività della società che opera.

FONDI PENSIONE

I fondi pensione sono strumenti di investimento che si caratterizzano per due principali particolarità rispetto ai fondi comuni: 

- Per prima cosa, ci sono vincoli precisi di smobilizzazione del capitale investito, che può essere ritirato  prima del raggiungimento dell'età pensionabile solamente in determinati casi, e solo parzialmente (e.g.  acquisto della prima casa, malattia o infortunio che non consente attività lavorativa...);

- In secondo luogo, a differenza di altre attività finanziarie, l'investimento in fondi pensione consente importanti risparmi fiscali. In Italia ad esempio, l'investimento in fondi pensione è deducibile fino a un tetto annuale di 5.164,27€.

Esistono fondi pensione garantiti che permettono il mantenimento del capitale versato alla scadenza, anche se i possibili guadagni vengono limitati per permettere l'acquisto della relativa assicurazione.

INTERESSE (TASSO DI)

L'interesse interesse è l’importo che viene addebitato a chi prende in prestito dei soldi. Generalmente è espresso su base annuale, in proporzione rispetto al valore del capitale preso in prestito (tasso di interesse).

Il tasso di interesse può essere semplice, quando matura solamente rispetto al capitale di riferimento, oppure composto, quando anche gli interessi maturati a loro volta corrispondono interessi. Sembra un discorso da poco, ma quando le cifre e il periodo di riferimento aumentano, la differenza diventa considerevole. 

Prendendo ad esempio 10.000€ con un interesse del 2,5% annuo, se ogni anno venissero corrisposti 250 euro di interessi, tra 10 anni avremmo 12.500€ utilizzando l'interesse semplice, oppure 12.800€ con l'interesse composto. In pratica, in 10 anni avremmo guadagnato un anno di interesse in più. Considerando che i rendimenti medi del mercato azionario sono nell'ordine del 5-10% annuo, si capisce quanto sia importante iniziare ad investire prima possibile (chiaramente, se il proprio portafoglio e la propensione al rischio lo permettono).

Il tasso di interesse normalmente espresso in qualunque contratto è "nominale", ossia non tiene conto dell'inflazione che ne riduce il valore. Infatti, i tassi di interessi promessi dalle banche per comuni depositi, anche se permettono piccoli guadagni, di fatto nel lungo termine riescono a malapena a garantire il potere d'acquisto della somma versata.

MATERIE PRIME

Le materie prime, o commodities, sono materiali semplici (beni di base) utilizzati in commercio e quindi intercambiabili con altra merce dello stesso tipo (petrolio, legname, metalli preziosi e non).

Un investimento in materie prime può essere fatto sia per ragioni di business, o sia perché l'azienda ha effettive esigenze di acquisto di tali materiali per il proprio ciclo produttivo (es. oro per una gioielleria), che per proteggersi dall'inflazione, in quanto viene acquisito un bene reale più difficilmente soggetto a deprezzamento.

In genere, l'investitore puro con fini speculativi/rivalutazione del risparmio non acquista il bene stesso ma strumenti finanziari che replicano l'andamento del bene collegato (sottostante).

OBBLIGAZIONI

Le obbligazioni sono investimenti di debito in cui un soggetto presta denaro a un'entità (sia essa un’azienda o un’istituzione pubblica), che prende in prestito i fondi per un periodo di tempo definito, a un tasso di interesse variabile o fisso, predeterminato. Hanno un prezzo di emissione e sono rimborsate al valore nominale se sono detenuti fino alla data di scadenza. 

La maggior parte delle obbligazioni rilascia cedole (Coupon) al proprietario che le detiene, anche se ne esistono altre che sono semplicemente rimborsate ad un valore maggiore alla scadenza (Zero Coupon Bond).

A differenza delle azioni, le obbligazioni non danno alcun diritto di voto e non rappresentano alcuna proprietà sull'azienda. Esistono però obbligazioni convertibili, che hanno un'opzione per essere convertite in azioni.

Le obbligazioni si distinguono in senior o subordinate, a seconda della priorità che hanno in caso di liquidazione o fallimento dell'azienda. I possessori di obbligazioni subordinate affrontano sicuramente rischi maggiori in caso di difficoltà della società emittente.

Le obbligazioni rimborsabili sono quelle che hanno un'opzione per l'ente emittente di riacquistare lo strumento prima della data di scadenza. 

P2P LENDING

P2P Lending, o Peer to Peer Lending significa letteralmente prestito tra pari. Difatti il concetto sta a sintetizzare la possibilità di prestare dei soldi a terzi in maniera diretta tramite piattaforme ausiliarie, attività solitamente riservata a soggetti bancari o comunque istituti di prestito.

Evitare l'intermediazione bancaria grazie al P2P Lending ovviamente consente ai richiedenti di ottenere più facilmente prestiti sul mercato, evitando complesse e costose pratiche di istruttoria tipiche delle banche; i prestatori invece hanno maggiori opportunità di investimento della liquitità, a tassi molto competitivi (si può arrivare anche al 20% annuo).

Chiaramente, evitando l'intermediario bancario, è fatto obbligo all'investitore di valutare attentamente sia l'affidabilità della piattaforma - spesso non regolata da autorità di controllo nazionali o internazionali - e del richiedente il prestito.

START-UP

Per start-up si intende un'azienda appena costituita, anche se più comunemente ci si riferisce alle start-up come società particolarmente innovative e con ampi margini di crescita e scalabilità del modello a livello globale.

Oggi esistono molti portali online (equity crowdfunding) e sistemi di incentivazione fiscale che rendono molto facile l'investimento in start-up. In generale però, vale la pena ricordare che le start-up non generano flussi di cassa positivi e pertanto la loro valutazione può essere solo fatta tenendo conto delle stime di crescita future, spesso molto distanti nel tempo. Per questo, il rischio che l'investimento in una start-up non produca i risultati sperati è molto alto; inoltre, non esistendo un mercato regolamentato, può essere difficile smobilizzare l'investimento vendendo le proprie quote a terzi, cosa che di fatto rende l'investimento illiquido.

VALUTA

valuta è una forma di denaro accettata che costituisce la base del commercio (Dollari, Euro, Sterline, Franchi...). Ai tempi in cui il baratto era di moda, anche le conchiglie potevano essere considerate una valuta!

Oltre al poter essere usate come merce di scambio nei paesi di riferimento, investire in valute straniere può permettere guadagni per la fluttuazione del tasso di cambio con la propria moneta.

Le criptovalute come (Bitcoin, Ethereum, Dogecoin, Ripple...) sono anch'esse forme moderne di moneta, ma fintanto che non sono accettate come mezzo di pagamento non possono considerarsi tali a tutti gli effetti. Poiché il loro valore potrebbe azzerarsi da un momento all'altro, rappresentano quindi un rischio molto alto per chi decidesse di comprarne, e sono adatte solo a investitori consapevoli.

 


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